Quando il teatro parla di integrazione: CENERENTOLA


DICEMBRE 2002 – “CENERENTOLA” di J. Strauss
regia Martino Verdelli
aiuto regia Simonetta Checchia

utenti del Centro Diurno “Le Viole”

rassegna stampa
Invito

Note di regia
Lo spettacolo “Cenerentola” si può definire un’opera teatrale e cinematografica nel contempo; è stata infatti da me ideata e costruita utilizzando e fondendo insieme due linguaggi espressivi differenti: quello teatrale e quello cinematografico, appunto, più precisamente quello del cinema muto. Per quanto riguarda invece l’aspetto del soggetto e del contenuto mi sono rifatto alla celebre favola di Perrault nella versione novecentesca e perciò più moderna del libretto dell’opera coreografica “ Cenerentola” di Johann Strass. Colonna portante, elemento fondamentale dello spettacolo saranno infatti le musiche del grande maestro viennese sulle quali saranno costruite e “ agite” le sequenze della storia a mò di film muto. E’ un lavoro che intendevo realizzare da tempo e che finalmente ho avuto l’opportunità, attraverso l’ASL di Parma e il Centro Diurno “ Le Viole”, di poter concretizzare, finalizzandolo ad uno scopo terapeutico, grazie alla presenza sulla scena degli utenti psichiatrici del Centro stesso, oltre a quella, ovviamente, degli attori professionisti.
Martino Verdelli

Lo spettacolo
La storia è quella, ormai nota, della classica fiaba di Perrault, qui in una versione novecentesca e rivisitata tratta dal libretto dell'opera coreografica omonima di Johann Strauss, "Aschenbrodel", appunto.
L'azione si svolge a Parigi. La vicenda è fondamentalmente la stessa delle fiabe di Perrault e dei fratelli Grimm, anche se trasposta in tempi moderni. A fare da sfondo è un grande magazzino, dove Grete - Cenerentola lavora nel reparto di moda delle donne. Non mancano la matrigna, la signora Leontine, soprintendente del reparto, che ha, naturalmente, due figlie, e il principe, Gustav, il proprietario del magazzino. Un ballo vietato, tanto lavoro da finire: nonostante tutto sembri perduto per la fanciulla, la presenza magica della fata con i suoi assistenti le consentirà di avere un abito adatto e di evadere per una sera dal posto di lavoro. Grete - Cenerentola perde una scarpa al ballo, ma per fortuna Gustav e il suo valletto, Piccolo, ne riconosceranno la legittima proprietaria tra i maldestri tentativi di Leontine e l’immancabile lieto fine.
La colonna portante dello spettacolo è per l'appunto la musica del sopraccitato balletto, sulla quale è stata costruita ogni scena, in modo che le azioni ne fossero accompagnate e sottolineate in una successione di eventi in cui la parola non compare mai, come in un film muto, e viene lasciato spazio al valore simbolico e meta - emozionale del mezzo musicale.

Progetto educativo
L'obiettivo perseguito nella lavorazione di questo spettacolo è stato quello di contribuire all'integrazione sociale e culturale degli utenti del Centro Diurno "Le Viole", facendoli recitare insieme con attori professionisti.
Il lavoro sulla favola di Cenerentola è partito nel 2002, coinvolgendo il gruppo di musicoterapia e quello di espressione pittorica attivi nel Centro.
Ma è da ottobre 2003 che si è cominciato a lavorare sullo spettacolo teatrale vero e proprio, inglobando anche l'attività di danzaterapia.
Gli utenti si sono ritrovati a costruire uno spettacolo in tutti i suoi aspetti, in una sorta di work in progress insieme con professionisti del teatro, in una sinergia di apporti provenienti dall'arte teatrale, dalla musicoterapia, dalla danzaterapia.
Il lavoro ha fornito una splendida occasione di approfondimento di linguaggio teatrale, mimica, espressività corporea e facciale.
Recitare su precisi tempi musicali ha migliorato la coordinazione psico-motoria degli utenti coinvolti, oltre ad essere stato un'ottima palestra relativamente all' aumento della durata dei tempi di concentrazione.
L'uso del linguaggio muto ne ha accresciuto le capacità di comunicazione non verbale, intesa come dialogo corporeo nelle relazioni sceniche tra i vari personaggi e come espressione delle emozioni, attraverso viso e gesti, in un continuo stimolo sensoriale dato dalla presenza costante del sottofondo musicale.