APRILE 2004: PEPPER SOUP
Qual’ è il gusto della vita?
Un viaggio verso “la ricetta di una vita felice” con lo spettacolo “Pepper Soup” in scena al Teatro del Tempo
Il 22 aprile scorso, per la rassegna “Donna: parole per dirlo”, a cura del Comune di Parma, in collaborazione con la Compagnia Numeriprimi, il teatro del tempo ha visto in scena “Pepper Soup”, una produzione Alma Teatro, con Sonia Aimiuwu e la regia di Gabriela Bordin e Rossana Rabezzana.
Uno spettacolo fresco e singolare, che si inserisce a pieno titolo in un ciclo di tre spettacoli, uniti dal tema della condizione femminile nel mondo e l’integrazione tra culture vista dagli occhi delle donne.
In questo senso, la stessa compagnia Alma Teatro è d’esempio. Il progetto Alma Teatro, infatti, nasce a Torino all’interno del Centro interculturale delle donne Alma Mater, uno spazio dove le donne che arrivano in Italia dalle più diverse nazioni trovano accoglienza e informazioni; il Centro, inoltre, propone diverse attività, che diventano importanti momenti di aggregazione e scambio.
Alma teatro è una compagnia teatrale composta da attrici di molti paesi: Marocco, Montenegro, Etiopia, Kenia, Nigeria, Somalia, Eritrea, Cile, Perù, Argentina, Filippine, Russia, Italia.
Il risultato scenico è tra i più interessanti: lo scambio non avviene solo tra le esperienze, ma anche tra ritmi, suoni, colori, parole, gesti. E nell’ambito di un cammino oltre il quale si riscopre ogni singola identità come parte di una più grande identità comune, si inseriscono spettacoli che ci raccontano storie di vita al femminile, come “Pepper Soup”.
Il testo nasce da un’idea di Sonia Aimiuwu, che ne è anche interprete e coautrice delle musiche insieme a Gabin Dabiré e Nsonga Taté, e trova scrittura scenica grazie a Gabriella Bordin.
Lo spettacolo ha luogo in un cucina, con i suoi colori, i rumori, gli odori e le ricette. Ricette che hanno una storia e un significato, come quella della “Pepper Soup”:una metafora della vita. Come per preparare una buona zuppa bisogna “pulire e svuotare i budellini d’agnello”, così nella vita ci si deve “ripulire” dal dolore delle esperienze passate.
Sonia Aimiuwu si muove tra i tre tavoli posti sul palco, tra la preparazione di un piatto all’altro. In questo andirivieni racconta ai suoi invitati, cioè al pubblico, la storia di Gloria, una donna nigeriana sposata ad un vecchio con tre mogli. Gloria subisce le invidie e le rivalità delle altre mogli, che giungono persino ad ucciderne il figlio maschio, per paura di essere estromesse dall’eredità del marito. Ma Gloria riesce a fuggire lasciandosi il passato alle spalle e scoprendo “il gusto della vita”.
L’attrice intrattiene gli spettatori muovendosi su due piani temporali: la narrazione della storia e l’attività in cucina. Un’interpretazione di incredibile energia, scandita da canti e danze che danno vita all’evocazione quasi “magica” degli eventi narrati.
Come il matrimonio di Gloria, che nasce dal niente: bastano tra tovaglie per un abito da sposa, una danza per la cerimonia, un canto per descrivere l’incontro con le spose precedenti.
Come basta la preparazione di un centrotavola per farci colpire dall’invidia delle altre mogli, dal dolore di una madre per la morte di suo figlio e dal suo desiderio di vendicarsi.
Una storia che fa pensare, lontana dalla vita del ricco Occidente, per quanto anche qui da noi ci siano tante donne che combattono coi loro problemi per trovare “la ricetta di una vita felice”, fatta dalle giuste quantità di amore, salute, fortuna e allegria.
Gloria ha saputo trovare il “gusto della vita”. Ma qual è?
Ormai tutti i piatti sono pronti e, tra i lunghissimi e calorosi applausi, il pubblico si merita un assaggio di “coconuts candies”, fantastici dolcetti di cocco nigeriani.
Simonetta Checchia, maggio 2004, La piazza |