Quando il teatro parla di donne: LE DONNE MISTICHE


DICEMBRE 2003: “LE DONNE MISTICHE”

Fabrizio Croci
Francesca Zavaglia
Simonetta Checchia
Silvia Cavatorta
Francesca Soncini

testo: Simonetta Checchia
musiche: Orme di Sirena

lunedì 1 dicembre 2003 ore 18:30 - Oratorio Novo della Biblioteca Civica di Parma


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rassegna stampa

Le donne e il mistero di Dio. Un rapporto, quello tra le donne e Dio, complesso e semplice al tempo stesso. Complesso per come la natura femminile sia profodamente analitica e si ponga domande vibranti sulla vita e sulla fede, semplice nell'immediatezza del dialogo con Dio, nel rapporto con la fede, nel rapporto con il prossimo sul cammino.
"Dio non si vede ma c'è, come la musica", qualcuno ha detto; per questo è la musica che ha deciso di accompagnare questo viaggio attraverso alcune delle figure femminili più importanti della mistica occidentale.
La ribelle Chiara d'Assisi, una figura tuttora molto moderna: in un mondo in cui le donne venivano considerate tentazione, non esitò ad andare contro le convenzioni sociali pur di continuare il suo cammino verso Dio con una purezza a dir poco rivoluzionaria.
Hildegard Von Bingen, dalle molteplici visioni mistiche: scriveva di sua mano, e dichiarava a voce le cose che aveva visto e udito interiormente. Un suo servitore fedele trascriveva tutto secondo le regole della grammatica, perché Hildegard la ignorava.
Scrisse di Dio, di scienza, di musica, di filosofia, visitò nelle visioni tutto lo scibile umano o quasi.
Roswitha di Gandersheim, a cui il convento non riuscì a spegnere l'amore per il teatro, tanto che di lì scrisse drammaturgie per narrare la fede e la castità di sante vergini cristiane. Roswitha nella scrittura era diretta e non evitava di accentuare violenza e sconcezze nelle scene, affinché fosse esaltata la virtù delle sue protagoniste.
Tre modi di amare Dio e la vita monastica che si contrappongono all'esperienza del mai accettato distacco amoroso di Eloisa da Abelardo, e alla vita religiosa di entrambi che ad esso seguì. Il convento per Eloisa fu una sepoltura da viva, anche se gradiva la compagnia delle religiose, e fu il teatro di un epistolario durato vent'anni con l'amato Abelardo, che sempre amava e consolava, e a cui sempre ricordava di non farsi colpe dei torti commessi contro di lui.
Una storia d'amore struggente come quelle di cui si cibava Teresa d'Avila bambina. Scrisse persino un poema cavalleresco, prima di scoprire l'amore per Dio, entrare in convento, fondare un ordine e divenire uno tra i Dottori della Chiesa e il modello di tante donne.
Proprio tramite la lettura della vita di Santa Teresa d'Avila, Edith Stein si convertì dall'Ebraismo al Cattolicesimo, anche se questo non la risparmiò dalla deportazione ad Auschwitz e dalla morte nelle camere a gas, offrendo la sua vita in sacrificio per la pace.
Le crudeltà e le miserie umane possono raggiungere livelli mostruosi, ma non bisogna arrendersi e continuare a sperare nell'uomo e a pregare per la pace. Ed è un'altra donna la voce che ci sussurra queste parole, dal mondo dei poveri del mondo più povero: Madre Teresa di Calcutta, con cui si conclude il viaggio. Per ora.