Quando il teatro parla di donne: ANNA FRANK


APRILE 2003: ANNA FRANK, regia di Sarah Biacchi


fronte - retro

PRESENTAZIONE (formato .pps)

rassegna stampa 1
rassegna stampa 2
rassegna stampa 3
foto di scena


debutto “Teatro del Tempo”
repliche per le scuole medie e superiori “Teatro Cinghio-Edison” di Parma

È necessario restituire ad Anna Frank e alla sua vicenda una dimensione “normale”, quasi cinematografica, che testimonia con la massima semplicità l’incoerenza della situazione in cui si sviluppa. Anna rappresenta una figura di grande spessore intellettuale nella storia del Novecento, perché vede con occhi molto più adulti della sua età se stessa e la sua famiglia in una situazione temporanea, la guerra, riuscendo a rinchiuderla tra due parentesi di follia dove ridimensionare tutta la storia.
Lo spettacolo punta a sottolineare la semplicità di un dramma epocale: la reclusione di un gruppo di persone costrette in pochi metri sviluppa conflitti molto reali, che a volte superano ed esasperano il grande conflitto che li contiene. La casa di Anna Frank è anche questo, un naufragio, come scrive la protagonista:” Giornale di bordo di una nave immobile nel centro di Amsterdam che naufraga lentamente senza saperlo”. E all’interno di questa realtà si consumano anche risate, simpatie, amori, manifestazioni di meschinità, di rabbia, di paura. Una vita normale, insomma, che va restituita come tale per esaltare per negazione il dramma dell’Olocausto. Un invito a non caricare eccessivamente questo dramma per accoglierne la sua portata reale, per quanto sia possibile a cinquant’anni di distanza, senza spogliarlo delle vite che ha sottratto e per non dimenticarne l’attualità e la ciclicità.

Gazzetta di Parma 09-04-03
(…)è dunque un omaggio alla vitalità, all’intelligenza e allo sguardo da adolescente matura di Anna Frank questo allestimento della compagnia Numeriprimi(…) ed è proprio sulla lenta e progressiva crescita di Anna (interpretata da Anna Mazza) che si focalizza lo spettacolo(…) nella naturalistica messinscena irrompe a tratti la voce registrata fuori campo di Anna a raccontarci il suo punto di vista interiore affidato alle annotazioni sul diario. Fino alla feroce ineluttabilità del finale.
Francesca Benazzi