La Cantatrice Calva

LA CANTATRICE CALVA
FEBBRAIO 2001/ OTTOBRE 2002: “LA CANTATRICE CALVA”, da E.Ionesco, adattamento e regia di Martino Verdelli, debutto al “Teatro del Tempo” di Parma, repliche al “Teatro dell’Uovo” di L’Aquila, al “Teatro Marrucino di Chieti, al “Teatro Filo” di Cremona.

Dal 1950, data della prima messa in scena de “La cantatrice calva” al Théatre de Noctambules di Parigi, la pièce di Ionesco ha conosciuto varie vicissitudini: dallo stupore scandalizzato della prima ora, alle buone accoglienze da parte di un pubblico inaspettatamente divertito per quella che, nelle intenzioni dell’autore, doveva essere un’anticommedia. Oggi a “La cantatrice calva” è riconosciuto un posto preminente nella storia del teatro mondiale, non tanto e non solo per la sottile ma efferata critica sociale, che oggi risulta datata per il forte legame col suo tempo, ma soprattutto per la svolta che essa ha segnato nell’evoluzione delle forme drammatiche. A Ionesco va riconosciuto il grande merito di aver portato la critica al teatro convenzionale e salottiero proprio in seno alla quarta parete, sposando il linguaggio rivoluzionario delle avanguardie con la struttura del teatro borghese.
Mettere in scena l’opera di Ionesco oggi, con l’obiettivo di assecondare l’autore nel suo gusto per il paradosso, nella sua ostinata quanto divertita ricerca sul linguaggio ma, nello stesso tempo, mirando a restituire sulla scena anzitutto dei veri personaggi, filtrati certo dall’ottica deforme dell’autore ma non per questo privi di spessore e umanità.
Accettare veramente l’assurdo, pur nella sua apparente assenza di verità, valorizzare le sue potenzialità comiche, in sostanza fare proprio il codice espressivo di Ionesco per arrivare al cuore della sua drammaturgia e cioè una profonda, rigorosa voglia di indagare l’uomo e la società in cui vive, e nella quale deve rapportarsi con gli altri uomini.

Gazzetta di Parma 06-02-01
(…) Con la compagnia Numeriprimi, felicemente in crescita, ben affiatati tutti, capaci di misurarsi reciprocamente nell’affrontare i vari ruoli, sapendo darsi un respiro comune, il testo di Ionesco si “complica” scherzosamente di un nuovo filtro ironico-teatrale, la citazione della fiaba disneyana, della forma del musical, un gioco che ritorna come azione muta o con forti slittamenti(..)
Valeria Ottolenghi
La Cronaca di Cremona 26-03-02
(…)Lo spettacolo si prospetta decisamente interessante soprattutto in relazione all’inedita chiave di lettura praticata da Verdelli sul testo originale di Ionesco. Una prospettiva interpretativa che rielabora le suggestioni de “la cantatrice calva” sovrapponendole alle potenzialità espressive della musica jazz e al filtro ermeneutica della fiaba(…)

 

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