Il Mercante di Venezia

IL MERCANTE DI VENEZIA
FEBBRAIO 2002: “IL MERCANTE DI VENEZIA”, di W.Shakespeare, adattamento e regia di Tanino De Rosa, debutto al “Teatro del Tempo” di Parma

Innanzitutto il razzismo. Un razzismo ottuso, come sempre, dei più forti, mette al centro di una delle più ambigue opere shakepeariane la figura dell’ebreo Shylock, moralmente condannato dagli stereotipi cristiani dell’epoca come implacabile usuraio, in realtà costruito come demonio per alimentare nei secoli l’archetipo cristiano dell’ebreo nemico Quindi la differenza, l’esclusione, che si estende ad altre categorie considerate reiette e che tocca anche la figura di Antonio, il mercante anche lui “elegantemente” isolato alla fine per la sua omosessualità. E ancora il potere dei mercanti nella Venezia ormai in decadenza ai bagliori del seicento.
A questo mondo a lui contemporaneo Shakespeare ne contrappone un altro favoloso, feudale, arcaidico, quello di Belmonte, abitato da Porzia. Su questa ambivalenza, quasi un palleggio continuo nel testo tra questi due mondi, poggia la questione dello spazio scenico dello spettacolo, dei due spazi contrapposti che si alternano e spesso si incrociano in un gioco di dissolvenze e simultaneità. Lo spettacolo ospita dei canti dal vivo composti da Marco Caronna e Luca Savazzi, autori del corredo musicale dello spettacolo.

Gazzetta di Parma 23-02-02
(…)Per la piacevole messa in scena dello spettacolo “il mercante di Venezia”, lo spazio offre nuovi angoli d’azione, diversi punti di vista. (…)Di bruciante bellezza il monologo sulla comune umanità di tutti gli umani(…)Nelle sconfinate possibilità interpretative, buono il lavoro registico, una scelta chiara per gli spazi, i costumi, all’interno della quale, poi, anche nel gioco della commedia, conservare alcune preziose ambiguità.
Valeria Ottolenghi

Note di regia
rassegna stampa 1
rassegna stampa 2
rassegna stampa 3

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